Nuovo articolo mio su Rosa Stanton,
ma vi segnalo anche i precedenti
di Ely e Ludovica.
STOP.
Abraham Yehoshua: “Mettete la moralità al centro del vostro scrivere. Non lasciate che se ne occupino i media. La letteratura può occuparsene in maniera più profonda”.
Insomma sono qui invece di essere a Torino. Almeno navigo e leggo. E sogno che quello che penso e spero si realizzi.
L'amore va di schifo, però le mie figlie sono felici.
Stamattina ho persino avuto l'impressione di essere meno grassa.
Nuovo post mio su Rosa Stanton!

Leggiucchiando in giro ho trovato il Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre. Le opere selezionate saranno pubblicate in un libro che verrà presentato nell’edizione 2009 della Fiera Internazionale del Libro di Torino. Per partecipare: concorsolinguamadre@tiscali.it
GLI ELABORATI DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2008 A:
Concorso letterario nazionale Lingua Madre
CASELLA POSTALE 427
Via Alfieri, 10 - 10121 Torino Centro
INFORMAZIONI
BANDO 2008/2009
Art.1 Sono ammesse al “Concorso letterario nazionale Lingua Madre” dell’anno 2008/09, tutte le donne straniere residenti in Italia, anche di seconda o terza generazione, che desiderino esprimere e approfondire il rapporto tra la propria identità, le proprie radici e il paese che le ospita, cioè l’Italia. Sono ammesse altresì tutte le donne italiane che vogliano raccontare storie di donne straniere che hanno conosciuto, amato, incontrato e che hanno saputo trasmettere loro “altre” identità.
Art.2 Il titolo del concorso é “Lingua Madre”, sviluppato
in due sezioni:
a) Le donne straniere raccontano
b) Le donne italiane raccontano le donne straniere
Art.3 Le opere, di lunghezza non superiore alle 5 cartelle
(60 battute per 30 righe), devono pervenire entro il
31/12/08, insieme a nome, cognome, indirizzo, data e
luogo di nascita, recapito telefonico, e-mail e nazionalità
esclusivamente per posta a:
Concorso letterario nazionale Lingua Madre
CASELLA POSTALE 427
Via Alfieri, 10 - 10121 Torino Centro
(Informazioni: www.fieralibro.it
concorsolinguamadre@tiscali.it tel/fax 011 447 62 83).
Art.4 Ogni concorrente può partecipare con un solo racconto inedito, da presentare in tre copie, stampate o scritte a mano in stampatello. Su tutte le copie devono essere riportati: nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita, recapito telefonico, e-mail e nazionalità.Gli elaborati inviati non verranno restituiti.
Art.5 Si richiede di scrivere in italiano, perché l’Italia è il paese di residenza e il luogo dove il concorso è bandito ma è consentita, anzi incoraggiata, la collaborazione tra donne straniere e donne italiane nel caso l’uso della lingua italiana scritta presenti delle difficoltà. Tutto questo nello spirito della valorizzazione dell’intreccio culturale che è prima di tutto intreccio relazionale: assistenza non è affatto perdita sul piano identitario, al contrario è proprio nella relazione che l’identità si afferma in modo positivo e non preclusivo.
Art.6 La giuria, le cui decisioni sono inappellabili, è composta da scrittrici/tori, giornaliste/i, rappresentanti politiche/ci e studiose del pensiero femminile.
Art.7 Premi. Le prime tre classificate della sezione Le Donne Straniere Raccontano più una della sezione Le Donne Italiane Raccontano le Donne Straniere si aggiudicheranno un premio in denaro (1° classificata 1000 euro, 2° classificata 500 euro, 3° classificata 400 euro, premio Sezione Speciale Donne Italiane raccontano le Donne Straniere 400 euro), un diploma e la del Libro di Torino 2009.
Art.8 Premio speciale SlowFood-Terra Madre. Un ulteriore premio consistente nella pubblicazione sulla rivista SlowFood, offerto da Slow Food-Terra Madre, verrà assegnato all’autrice straniera del racconto maggiormente ispirato ai temi legati al cibo ed alla sua produzione, tra quelli selezionati dalla giuria del Concorso (maggiori informazioni su www.slowfood.it www.terramadre.info).
Art.9 Premio speciale Torino Film Festival. Un ulteriore premio consistente nell’abbonamento gratuito a Torino Film Festival 2009, offerto da Torino Film Festival, verrà assegnato all’autrice straniera del racconto maggiormente adatto ad essere trasposto in sceneggiatura cinematografica, tra quelli selezionati dalla giuria del Concorso.
Art.10 Premio speciale Rotary Club Torino Mole Antonelliana. Un ulteriore premio di 800 euro (ottocento euro) offerto dal Rotary Club Torino Mole Antonelliana verrà assegnato all’autrice straniera del racconto maggiormente ispirato ai temi della pace e della tolleranza nel mondo, tra quelli selezionati dalla giuria del Concorso.
Art.11 Premio speciale Giuria Popolare. I dieci racconti finalisti saranno consultabili e potranno essere votati sul sito della Fiera del libro www.fieralibro.it. L’autrice del racconto più votato dai lettori riceverà in premio alcune prestigiose pubblicazioni artistiche. Fra tutti coloro che parteciperanno alla votazione, verrà estratto un nome a sorte che riceverà in premio i libri del Concorso Lingua Madre e l’ingresso gratuito a Fiera del Libro.
Art.12 Tutti i testi selezionati saranno pubblicati in un libro edito nel corso del 2009, di cui sarà assegnata copia alle autrici.
Art.13 Le concorrenti rinunciano al diritto economico d’autore. La proprietà letteraria sarà del Concorso letterario nazionale Lingua Madre.
Art.14 Alle vincitrici e alle autrici delle opere selezionate sarà inviata comunicazione dell’esito del concorso entro il 30/04/09 e contestualmente sarà indicata la data e il luogo della cerimonia di premiazione.
Art.15 Ai sensi della legge 675/96 e d.lgs. 196/2003 si comunica che tutti i dati personali dei quali il Concorso letterario nazionale Lingua Madre entrerà in possesso, saranno usati solo per quanto attiene il Concorso e le attività collegate. I dati raccolti non verranno in alcun caso comunicati o diffusi a terzi per finalità diverse da quelle del concorso.
Art.16 La partecipazione al concorso comporta l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente bando. La non accettazione, anche di una sola di queste, annulla la partecipazione al concorso.


http://www.bastet.it/blog/2008/04/12/che-fai-copi/#more-652
Alle 17.38 di oggi ho fatto due cose: pranzato e letto.
Sarebbe un po' esagerato dire che ho ritrovato me stessa? Credo di sì, allora diciamo che dopo aver letto quel post e dato un'occhiata a tutto il blog, mi sono sentita improvvisamente a mio agio con i miei problemi di "comunicazione". E ho concluso poeticamente che il mondo è pieno di s******.
Valentina Cinelli fotografa si occupa di comunicazione.
Trovate un'intervista a lei, fatta da Katia ceccarelli su
P.S.: Toby e Mouse in arrivo...
Niente di più pratico di una buona teoria.
Dunque, eravamo rimaste al punto in cui io cercavo di capire come si fa ad essere una buona madre. Quando mi guardai dentro per cercare la mamma che sarei potuta diventare mi accorsi che non c’era nessuno. Per troppo tempo non avevo fatto altro che dire: questo non lo farò, questo non mi piace, questo non ci penso proprio e quest’altro… ma siamo matti? Non avevo pensato a sostituire il vuoto lasciato da tutto quel ciarpame polveroso, che si era accumulato nel corso degli anni, riguardo quell’aspetto della mia vita sul quale erano tutti d’accordo che non c’era niente di cui parlare: mi sarei sposata e avrei avuto dei figli, come mia nonna, come mia madre, come mia sorella
. La “grande donna nuova” che volevo diventare cominciò ad urlare che per me nulla sarebbe stato COME quello di un altro. Io come gli altri non facevo proprio niente, niente ma niente e che sicuramente c’era un modo di pensare diverso, un modo di vivere la maternità diverso, un modo diverso di amare ed educare i figli, un modo diverso di essere felici.
....Inizia così il mio nuovo post su Rosa Stanton. Fateci un salto per leggere me ed altre cose interessanti. Nel frattempo sta seriamente preparando le nuove avventure di Mouse e Toby.
Alejandra Pizarnik
Solo la sete
Solo la sete
il silenzio
nessun incontro
guardati da me mio amore
guardati dalla silenziosa del deserto
dalla viandante col bicchiere vuoto
e dall'ombra della sua ombra

Con la data del 17 marzo il mio ultimo post su Rosa Stanton!
LA CENA DEL CRIMINE rassegna a cura di Daniela Rossi
Secondo appuntamento con gastronomia e delitti al Circolo Masetti martedì 18 marzo ore 20.00
LAMA E TRAMA Cena Rosa in omaggio alle quattro donne invitate: si parla in giallo e nero, ma si mangia rosa, colore del menu della serata, curato dagli chef del Masetti La scrittrice Silvia Tessitore, dell' Editrice Zona, presenta il concorso curato da Zona LAMA E TRAMA 2007, con le vincitrici Ramona Marchioni e Anna Grazia Giannuzzi.
Su quattro premiati nel 2007, tre sono donne: gran finale rosa per il concorso di Maniago, città dei coltelli cui fa riferimento il titolo Lama e Trama...La toscana Ramona Marchioni, vincitrice assoluta della quinta edizione del premio, è una esordiente alla prima prova, un debutto quindi coronato da successo. Il premio speciale Lama ( Forchetta ) e Trama, messo in palio da Slowfood per il miglior racconto nche contenga anche spunti gastronomici, è andato a Anna Grazia Giannuzzi, che vive elavora a Trento presso il Commissariato di Governo, dove si occupa di immigrazione e cittadinanza. Scrive da tempo e con successo.
Silvia Tessitore, scrittrice e poeta, da anni lavora con Piero Cademartori nell' Editrice Zona, piccola casa editrice che ha ormai raggiunto fama e rilievo nazionale.
Daniela Rossi, creatrice di Festival di poesia internazionali ( fra cui Parole Migranti a Bolzano per diversi anni), e fondatrice dell' etichetta Riso Rosa per la creatività delle donne, presenta con Silvia Tessitore PINK INK NOIR - Le signore del giallo, nuovo concorso di racconti rivolto solo alle donne, organizzato da Riso Rosa, editrice Zona e Comune di Cavriago ( già sede del Riso Rosa Festival ).
Menù rosa noir
Risotto alle fragole
Tagliata di manzo su letto di rucola
Lamponi caldi con gelato
Segnalo gli aggiornamenti su
http://associazioneendometriosi.splinder.com/
Invece qui
http://www.letterranza.org/archivio/interviste/inter-6.html
trovate una bellissima intervista ad un autore che ho conosciuto da poco.
Ho scoperto di avere
dei lettori interessanti
di cui presto diverrò lettrice io...è stata anche un'emozione trovare un commento da parte di qualcuno che non conoscevo dopo secoli...
Inoltre vi segnalo su Sagarana lo stralcio da
di Colin Higgins.
Si ricorda il 1973. Avevo 10 anni.
Questo è leggere.
Di seguito altre domande ed osservazioni fondamentali per la sopravvivenza del pianeta.
A chi frega se la Bruni si è sposata?
Un mio amico mi ha detto che oggi su RadioNews 24 si parlava di sesso. Un tipo ha raccontato di avere una moglie di 31 anni ma di fare sesso molto meglio con l'amante di 45. Secondo voi c'è un messaggio recondito visto che sto per compiere 45 anni. E visto che da questo punto di vista sono ai massimi dell'imbecillità,
il messaggio qual'è?
Infine,
a pomeriggio ho promesso a mia figlia grande di andare alle giostre con lei. Credete che sopravviverò alle montagne russe ed al "calcio in culo"?
Di quelli delle giostre non ne ho mai avuti.
Suggerimenti?

Il post di oggi su RosaStanton è davvero interessante e ve lo consiglio.
L'unica osservazione che voglio fare al riguardo è questa:
Ma..... INSOMMA!!!!!!! noi aspiranti scrittori ci dobbiamo sobbarcare una fatica pazzesca per scrivere, riscrivere, leggere ad alta voce, mettere nel cassetto e riprendere più avanti, grammatica, vocabolario, thesaurus, lettore privilegiato che ti dice la verità anche se non la vuoi sentire, lettura del vicino extracomunitario che se capisce lui è fatta, etc. E POI????? ci vogliono quindici persone per (ri)fare un romanzo ??????????
"A volte bisogna addirittura “riscrivere” il testo per renderlo più accattivante, o semplicemente, più corretto e scorrevole in italiano; a volte si cambia l’incipit, che non acchiappa; a volte si tagliano intere descrizioni, troppo lunghe e noiose, o parti in cui l’autore si ripete; a volte si cambia la struttura dell’indice, spostando capitoli e paragrafi, o la si butta giù ex novo; infine si sciolgono in una forma più chiara frasi e concetti involuti. Questo è il lavoro più propriamente detto di editing e revisione.
Poi si procede alla cosiddetta pulizia del testo, o correzione di bozze: si tolgono le ripetizioni, i refusi e tutte le disuniformità (es. un nome scritto prima in un modo e poi in un altro, un personaggio che prima ha quarant’anni e poi ne ha cinquanta eccetera.)
Il libro passa in seguito all’ufficio grafico che ne imposta la copertina e lo impagina, prima di arrivare allo stampatore.
Tutto il lavoro di cui sopra, non è svolto da una sola persona, ma avviene all’interno del team della redazione, dove ognuno procede ai controlli che gli competono. E dunque la qualità è assicurata."

- Pensi che si possa ragionevolmente ritenere che è possibile conservare il controllo della propria vita dopo la nascita di un figlio?
- Le risposte devono essere molto lunghe o possono essere laconiche?
- Possono essere anche laconiche, sì.
- La risposta è NO! Penso che anche quando tornerò ad essere più libera e Camilla farà la sua vita, non riavrò più il totale controllo della mia vita. All’inizio hai proprio l’impressione che il timone della tua esistenza passa a qualcun altro. Per me è stato così per il primo anno di vita di Camilla… Avere un figlio è un’esperienza irreversibile.
Hola! questo è l'inzio del nuovo post su Rosa Stanton.
La foto l'ho presa da qui
Avrei diverse cose di cui parlare ma devo scappare a fare dolci per il Carnevale...Voi espatriate pure.

Contemplar las palabras
sobre el papel escritas,
medirlas, sopesar
su cuerpo en el conjunto
del poema, y después,
igual que un artesano,
separarse a mirar
cómo la luz emerge
de la sutil textura.
Así es el viejo oficio
del poeta, que comienza
en la idea, en el soplo
sobre el polvo infinito
de la memoria, sobre
la experiencia vivida,
la historia, los deseos,
las pasiones del hombre.
La materia del canto
nos lo ha ofrecido el pueblo
con su voz. Devolvamos
las palabras reunidas
a su auténtico dueño.
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Indecisa tra il desiderio del terzo caffè e la sensazione che sarebbe meglio un bicchiere d’acqua, lascio che mi torni il sorriso ripensando a ieri sera: Riva del Garda, umidità, il Tom Tom che sbaglia a trovare l’albergo, quindi parcheggiamo e ci mettiamo a cercare di ricalcolare il percorso. Finché la voglia di scuotere l’aggeggio e sbatterlo per terra ci suggerisce che è meglio partire alla volta della biblioteca. A 100 metri ecco l’albergo che ci saluta, stava lì da sempre, proprio a lato dei nostri occhi, che guardavano ostinatamente altrove.
Ormai è tardi, sono già andati tutti via… l’albergo è bellissimo, da amanti clandestini ricchi e spensierati, o per la serie se devo piangere voglio farlo in limousine stringendo pateticamente una collana di diamanti ed abbracciata ad una valigia Vuitton.
Notiamo la forma neoclassica della piscina: io mi ci butterei anche se è inverno e notte. Chiamo un’amica architetto e le faccio disegnare un sole e delle foglie verdi e fiori bianchi sui rami di quelle camelie, apriamo un ombrellone. A me mi disegni, per favore, con 10 chili in meno e di profilo così sembro ancora più magra?
Risaliamo in macchina: questa volta Tom è spento e la strada ce l’ha spiegata Stefania nella Hall dell’albergo.
Doppio giro di rotonda nell’incertezza di aver imboccato la ZTL, poi non è che mi portano via la macchina e come ci torniamo a Trento, 40 Km a piedi, con i tacchi? Quindi torniamo indietro fino a dove si può.
Sono le 20 e 20 e siamo digiune. La città è deserta, i bar chiusi. Se fossimo arrivate in tempo in albergo c’era il buffet. Non siamo arrivate in tempo. Ricordo che c’è una pizzeria a taglio, ma ne vedo la serranda abbassata. A R**** viene un’idea migliore. Io e A***** siamo d’accordo. Accanto alla biblioteca c’è una pizzeria: entriamo e R***** spiega che anche se possiamo sembrare pazze il fatto è che abbiamo pochissimo tempo e ci serve una pizza tagliata a spicchi da portare via, subito. La titolare ha uno sguardo fisso che dovrebbe farci preoccupare, ma noi incuranti forniamo ulteriori dettagli: magari una focaccia, o una pizza coperta, che si tiene meglio in mano e non ci sporchiamo, ma non alta come un calzone. Ha capito? La titolare bisbiglia: un panino? Noi scuotiamo la testa: non abbiamo chiesto un panino, vogliamo una pizza. Mi sto innervosendo: R*****semplifica: una margherita, magari una pioggia, eh? La potete tagliare a spicchi, sì? Nel mentre arriva il pizzaiolo e la titolare insiste: sai fare un panino, che non è un calzone? L’orgoglio pizzaiolo lo spinge a balbettare qualcosa come: cosa essere panino? Panino, pizza, pizza, panino, panipizza, pizzapani…cazz….Noi in coro: Margherita, meglio pioggia, tagliata a spicchi. Sì, sì, annuiamo con la testa e ci sorridiamo, ci autoconvinciamo che tutto andrà bene e ce la faremo. Anche a non ridere.
Io serissima ordino tre birre, e sventolo 20 euro perché pago pure la pizza. Brindiamo a noi, alla fortuna, (in mente, ripeto il solito mantra sessoscritturaeamoremagarisoldi).
Ecco la pizza, la fissiamo in silenzio per un momento. È pure carina con tutti quegli spicchietti ordinati: si vede che abbiamo fame e magari il primo sorso di birra, lungo quanto il bicchiere, a stomaco vuoto avrà pur il suo effetto. Ci offrono tovaglioli blu, il mio colore porta fortuna: lo stesso arriviamo in ritardo in biblioteca.
Ma ecco l’applauso, che non so se era per me ma me lo becco lo stesso, scusate il ritardo, sì sono io la vincitrice di LAMA FORCHETTA E TRAMA 2007, adesso mi siedo e non do più fastidio, ma tutti sorridono e allora lo faccio anche io e vado a sedermi in prima fila.
Ma le mie amiche sono rimaste indietro, allora vado a prenderle, le voglio accanto a me, che stiano comode.
Così saluto Federica Fanizza la direttrice della Biblioteca di Riva del Garda, che mi chiamava AnnaChiara e adesso non lo fa più. Mi ispira simpatia a vederla di persona e quando leggeranno il mio racconto mi farà cenno di alzarmi in piedi, ma io mi vergogno ancora un poco e stanno guardando tutti proprio me e il mio racconto letto a più voci mi sembrava più bello e potente, quasi non lo avessi scritto io ma solo conosciuto e poi devo ancor capire cosa significa tutto questo nella mia vita e poi mancano 44 giorni al mio 45 compleanno ed ho tre figlie, potrò davvero sentirmi così felice e sorridere incosciente come un’adolescente robusta e bionda?
Uao!!
A sorpresa ce l'ha fatta, il New Hampshire l'ha votata, preferendola anche se di poco a Obama.
Ottimo motivo per iniziare bene la giornata, che va già bene di sè se considerate che riesco ad andare dall'estetista!
... sbaglio o sento applausi in sottofondo???
Era da luglio credo che non andavo...
Poi ho scoperto una scuola sperimentale biligue per la mia figlia media e mi sono divertita moltissimo quando una mia amica di penna mi ha suggerito di tingermi i capelli di rosa per nascondere quelli bianchi. E, credeteci, mi piacerebbe davvero...ma esisterà a Trento un parrucchiere disposto a farmi i capelli rosa Tiepolo... sì il Tiepolo è un pittore che adoro, che ho citato in un racconto criticatissimo proprio per la sua presenza, etc etc...
Per l'altro ho bisogno di un avvocato, ma tutti i dettagli nei prossimi post della rubrica VITA MOLESTA.
Ah, per leggermi su Rosa Stanton dovrete aspettare il 27 gennaio.
A proposito che giorno sarà?
Ma un giorno fantastico, naturalmente!!!

La sindrome post premiale è stata abbondantemente attutita da una mole di lavoro inaudita, piccoli screzi sempre in ambito lavorativo dovuti presumibilmente al fatto che ostento l'esistenza di una famiglia annaspando in cerca di orari e modalità di lavoro più intelligenti, tensioni con la figlia adolescente, capricci del marito...serve altro?
Ah sì forse la prossima settimana pure un viaggio di lavoro, che per me si traduce in una notte in treno, una giornata di riunioni ed un'altra notte in treno. Bello viaggiare.
Comunque sono più tranquilla, adesso che la mia solita vita di merda è tornata.
Mi sono fatta un giro ed ho trovato questo, non potete perdervelo.
http://www.youtube.com/watch?v=tCyHukj1k2M
L'ho trovato grazie a http://www.letteratitudine.blog.kataweb.it/
Oggi sono ladra,
sapete che mi piaccio di più da cattiva che da buona e perfettina,
ergo uso il mio tempo per navigare in rete.
Era un poco che non lo facevo e mi mancava.
Ovviamente sono altre le cose che dovrei fare
pure molto serie.
Così ho trovato questo link, beati voi che siete a Milano,
quanto a me non è detto che aver vinto un premio significhi non aver più bisogno di consigli e di editing,
anzi,
quindi a dirla tutta da ora sono
depressa,
tipo il post partum, o nel mio caso post adozione.
http://www.wuz.it/Articolo/tabloid/77/id/1629/Default.aspx
Forse se mando affanc...qualcuno mi sentirò meglio, non so...
girate alla larga