
Inaugurazione del Centro di Studi Interdisciplinari di Genere
a Trento
Teresa de Lauretis per la prima volta in Italia con il suo nuovo libro su Freud e l'identità nella complessità contemporanea. La docente dell'Università della California, Santa Cruz, è una delle voci più vivaci della teoria femminista e degli studi di genere
Trento, 9 ottobre 2008 – (e.b.) Chi sono? La mia identità dipende più dal
genere, dalla sessualità, dal censo o dalla razza? Quanto pesano l'immagine e le aspettative che la società crea per donne e uomini, rispetto alla famiglia, al lavoro, alla politica, ad altri ambiti di vita? Come definire l'identità nella complessità del presente?
Si preannuncia attuale, stimolante e sicuramente provocante la lectio magistralis aperta al pubblico dal titolo "Chi sono? Identità di genere e sessualità", che Teresa de Lauretis (Università della California, Santa Cruz) terrà a Trento giovedì 23 ottobre alle ore 16.30 nell'aula 1 di Palazzo Consolati (vicolo Santa Maria Maddalena, 1).
Tra le voci teoriche più vivaci e incisive della teoria femminista e degli studi di genere sia negli Stati Uniti sia in Europa, autrice di otto volumi e oltre un centinaio di saggi, Teresa de Lauretis è ospite del Centro di Studi Interdisciplinari di Genere del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento per l'inaugurazione ufficiale delle attività.
Il giorno precedente, mercoledì 22, la docente di Storia della Coscienza
condurrà un seminario rivolto agli studenti delle Scuole di dottorato in Sociologia e ricerca sociale e in Studi letterari, linguistici e filologici sulle metodologie necessarie alla costruzione di un sapere interdisciplinare.
Quindi, giovedì 23, terrà la lectio inaugurale del Centro su identità di genere e sessualità nel contesto attuale. Presentazione e conduzione del dibattito sono curate da Silvia Gherardi, docente presso la Facoltà di Sociologia, esperta in Studi organizzativi e Studi di genere e direttrice del Master in Politiche di genere, e Giovanna Covi, ricercatrice presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, e docente di Letteratura angloamericana, Teoria della critica e Studi di genere.
"La lezione "Chi sono? Identità di genere e sessualità" – spiega Giovanna Covi – offre in anteprima in Italia l'opportunità di conoscere i contenuti del
recentissimo lavoro "Freud's Drive: Psychoanalysis, Literature and Film"
(Macmillan/Palgrave, London 2008), pubblicato appena un mese fa in inglese. Teresa de Lauretis studia il concetto freudiano di istinto, sessuale e di morte, in relazione non solo alla psicanalisi ma anche ai testi letterari e filmici per interrogarsi sui concetti che l'emergenza del presente costringe a rivisitare in campo discorsivo ed epistemologico".
"De Lauretis – aggiunge Covi – riconduce sempre rigorosamente il pensiero teorico alla realtà corporea, quindi alla storia materiale, intellettuale, sociale, sessuale, razziale del soggetto pensante, eppure insiste anche sulla necessità di ancorare la teoria al presente, alla configurazione del qui ed ora che affronta l'enigma del nostro stare al mondo e fa quindi della teoria sempre comunque un atto politico. Ma fa di essa anche un concetto senza tempo, come la poesia e come l'inconscio. Ecco l'enigma che de Lauretis nel suo studio accetta di confrontare: enigma dell'oggi, di un mondo i cui discorsi, teorie, e saperi sono incompatibili con le forme e i mezzi di espressione a nostra disposizione,
un mondo che secondo de Lauretis è caratterizzato dal paradosso di una
negatività che è anche positività. La domanda "Chi sono?" si concentra dunque sulla formazione dell'identità personale quale risultato di un complesso intersecarsi di aspetti, appartenenze, aspettative e identificazioni che sono al tempo stesso individuali e sociali. Non solo genere e sessualità, ma anche classe sociale, educazione, religione, etnia o razza, conformazione corporea, età e altro ancora. E tutto ciò nel contesto dello "stato di emergenza" del nostro presente". Nell'incontro pubblico la professoressa de Lauretis condividerà la sua rilettura di Freud per formulare considerazioni sui rapporti complessi tra sesso biologico, genere e scelte sessuali nell'esperienza del soggetto e costituzione dell'identità soggettiva, nelle loro articolazioni nel presente contesto geopolitica, dopo il trauma dell'attacco alle Torri Gemelle.
Il Centro di studi interdisciplinari di genere, istituito la scorsa primavera
presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell'Università di
Trento ha dato pieno avvio alle sue attività, con il nuovo anno accademico.
Hanno preso il via, infatti, il master in Politiche di genere nel mondo del
lavoro, il corso Donne, Politica e Istituzioni e il ciclo di seminari "Qualcosa
del genere", mentre in programma per la primavera c'è il modulo Studi di Genere e Intercultura, in collaborazione con la rete tematica di ricerca europea Athena.
SCHEDA SU TERESA DE LAURETIS
Teresa de Lauretis, nata a Bologna e laureata in Lingue e Letterature moderne all'Università Bocconi di Milano, da molti anni negli Stati Uniti dove ha insegnato presso le università del Colorado e del Wisconsin prima di diventare Professore di Storia della Coscienza presso l'Università della California a Santa Cruz.
Ha avuto inoltre incarichi a contratto in diverse università sia americane che europee (Firenze, Francoforte, Amsterdam e Utrecht). Autrice di numerosi saggi di critica e teoria letteraria, critica e teoria del cinema, semiotica, psicoanalisi e critica femminista, scrive sia in inglese che in italiano ed è stata tradotta in quindici lingue.
Tra i libri scritti in inglese figurano: "Alice Doesn't: Feminism, Semiotics,
Cinema" (1984), "Technologies of Gender" (1987), "The Practice of Love" (1994),
quest'ultimo tradotto in italiano con il titolo "Pratica d'amore. Percorsi del
desiderio perverso" (La Tartaruga, Milano 1997); alcuni capitoli dei primi due
testi sono tradotti in "Sui generis" (Feltrinelli, Milano 1996).
Sono scritti invece in italiano "La sintassi del desiderio: struttura e forme
del romanzo sveviano" (Longo, Ravenna 1976), "Umberto Eco" (La Nuova Italia,
Firenze 1981), "Differenza e indifferenza sessuale" (Estro, Firenze 1989) e
"Soggetti eccentrici" (Feltrinelli, Milano 1999).
Pubblicati più di recente sono "Figures of Resistance", una raccolta dei suoi
scritti di teoria del femminismo a cura di Patricia White (University of
Illinois Press, Chicago 2007) e il recentissimo "Freud's Drive: Psychoanalysis,
Literature and Film" (Macmillan/Palgrave, London 2008), studio sul quale si
basa la lezione inaugurale che de Lauretis offre al Centro di Studi
Interdisciplinari di Genere di Trento.
Per informazioni: tel. 0461 881311, e-mail
STOP.

- Pensi che si possa ragionevolmente ritenere che è possibile conservare il controllo della propria vita dopo la nascita di un figlio?
- Le risposte devono essere molto lunghe o possono essere laconiche?
- Possono essere anche laconiche, sì.
- La risposta è NO! Penso che anche quando tornerò ad essere più libera e Camilla farà la sua vita, non riavrò più il totale controllo della mia vita. All’inizio hai proprio l’impressione che il timone della tua esistenza passa a qualcun altro. Per me è stato così per il primo anno di vita di Camilla… Avere un figlio è un’esperienza irreversibile.
Hola! questo è l'inzio del nuovo post su Rosa Stanton.
La foto l'ho presa da qui
Avrei diverse cose di cui parlare ma devo scappare a fare dolci per il Carnevale...Voi espatriate pure.

Proprio non è possibile, cioè è possibile che questo oroscopo realizzi l’impossibile, cioè rispondere a domande che ancora non ho avuto il coraggio di fare ma che sono mie e più mie di così non si può? Oddio quanto mi piace,
mi stabilizza!!!!
Quindi ora vi beccate l’oroscopo e poi vi dico una cosa.
Aprite le vostre menti". Così comincia la declamazione della maestra di illuminazione Dvorah Adler. "Inspirate profondamente ed espirate profondamente. È arrivato il momento di scoprire il grande segreto di tutti i tempi, la verità delle verità che solo i guru, gli avatar e le nonne più sagge hanno il coraggio di rivelare. Siete pronti? Eccolo qui: 'Chiudete il becco e siate felici!'". Sono molto contento di riferirti questa antica verità, Pesci, perché è proprio quello che hai bisogno di sentire in questo momento. Quindi, per favore, urla, bisbiglia o canta "chiudi il becco!" a tutte le vocine nella tua testa che dicono: "Che sto facendo?", "Quando sarò finalmente felice?" e "Perché non può essere tutto perfetto per sempre?". In realtà sei esattamente dove dovresti essere, e tutto procede con misteriosa grazia.
Adesso vi dico quella cosa.
In effetti devo fare alcune domande, queste.
o Chi conosce la legge sull’imposta di bollo dei certificati rilasciati dal Comune?
o Se vi dicono che i documenti richiesti per l’adozione sono in esenzione, voi cosa capite?
Vi prego che qualcuno risponda, anche uno solo, ma seriamente.
Il punto è che esiste la legge n.184 del 1983 che dice testualmente
Art. 82.
Gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi alle procedure previste dalla presente legge nei riguardi di persone minori di età, sono esenti dalle imposte di bollo e di registro e da ogni spesa, tassa e diritto dovuti ai pubblici uffici.
Sono ugualmente esenti gli atti ed i documenti relativi all'esecuzione dei provvedimenti pronunciati dal giudice nei procedimenti suindicati.
Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in annue lire 100.000.000, si provvede mediante corrispondente riduzione del capitolo 1589 dello stato di previsione del ministero di grazia e giustizia per l'anno finanziario 1983 e corrispondenti capitoli degli esercizi successivi.
Il Ministro del tesoro é autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Dunque è chiaro o no? Bene, ci sono un sacco di Comuni in Italia che non la applicano. Ed io ho deciso di fare qualcosa per capirsi meglio.
TO BE CONTINUED……….
Oggi sono ladra,
sapete che mi piaccio di più da cattiva che da buona e perfettina,
ergo uso il mio tempo per navigare in rete.
Era un poco che non lo facevo e mi mancava.
Ovviamente sono altre le cose che dovrei fare
pure molto serie.
Così ho trovato questo link, beati voi che siete a Milano,
quanto a me non è detto che aver vinto un premio significhi non aver più bisogno di consigli e di editing,
anzi,
quindi a dirla tutta da ora sono
depressa,
tipo il post partum, o nel mio caso post adozione.
http://www.wuz.it/Articolo/tabloid/77/id/1629/Default.aspx
Forse se mando affanc...qualcuno mi sentirò meglio, non so...
girate alla larga
MARATONA LETTERARIA EUROPEA
L’Associazione "Il Furore dei Libri" ha aderito alla celebrazione della festa dell'Europa promuovendo la “Maratona letteraria europea” che si svolgerà
Mercoledì 9 maggio 2007 a partire dalle ore 11.00
nella Piazza del MART – Rovereto
Dalle ore 11 alle 22 sarà data lettura pubblica integrale non-stop dell'opera di Italo Svevo "La coscienza di Zeno" in contemporanea con altre 8 città di 8 Paesi europei e la città di Lima in Perù.
Seguirà una conversazione su Italo Svevo da parte del Prof. Caffieri. Alle ore 22 brindisi di chiusura.
L’Associazione "Il Furore dei Libri" e la Biblioteca Civica hanno aderito a questo evento con l’iniziativa “Maratona letteraria di solidarietà” per raccogliere fondi da destinare alla Biblioteca “Minka Wasi” di Lima (Perù) dove da più anni opera l'Associazione APIBIMI Onlus.
Vi invitiamo quindi alla lettura presentandovi nella piazza permettendo così un'alternanza di lettori e ascoltatori. I lettori saranno invitati a firmare l'album dei ricordi del Furore dei Libri.
Per informazioni:
Associazione "Il Furore dei Libri"
Corso Bettini 43 – Rovereto
Tel. 0464 452505
segreteria@ilfuroredeilibri.org – www.ilfuroredeilibri.org
PECCATO CHE NON POSSO ANDARCI!! SE QUALCUNO CI VA MI RACCONTI.....

E invece no. Mia cara fata, le mail non sono arrivate. Puoi fare tu qualcosa?
Affinché i sogni si compiano e i desideri si avverino?
Ma no, lascia perdere, è così maledettamente bello il desiderio! Forse va bene così. Forse è così che deve andare ed è importante saperlo. E forse anche in questa attesa non colmata vi è un senso ed una strada che mi porterà da qualche parte. Anche se dovrò accontentarmi delle immagini che ricordo e che presto svaniranno. Istintivamente lo so, che sarà così. Per quanta cura possa mettere nel riporre e conservare.
Adesso basta parlare di ripostigli!
Ho fumato assai e risolto un paio di cosette di lavoro che mi angustiavano, anche se la soluzione del problema è, come al solito, di molto oltre la mia portata. Ma io sono una della serie “piccole teste dure crescono”, hai visto mai….
Mi coltivo teneramente un bisogno di dormire che non avete idea, perché stanotte per la terza volta in settimana sono rimasta sveglia dalle tre, a causa della tossicchia di Ale. E poi questo fine settimana che nessuno lavora in famiglia magari si esce. In più ho voglia di scrivere, che è già tanto. E poi è venerdì e c’è il sole. Ieri sera mi sono registrata CSI e mi piacciono i colpi di scena di Desperate Housewifes, mentre stasera non sono a casa, vado ad una conferenza, ma posso registrare House e il telefilm che segue. Devo dire che il dottore mi fa venire certi pensieri, come dire, allegri?
Eh sì, ci sono tante cose amene a cui pensare. Per esempio: la lite coniugale tra il Cavaliere e la moglie. Riportata persino su Pagina12:
“La pelea matrimonial de Silvio Berlusconi y su esposa, Veronica Lario, ya es una telenovela que sigue con pasión la inmensa mayoría de los italianos. La mujer se convirtió en símbolo de la lucha contra el machismo, luego de que exigiera públicamente un pedido de disculpas de su marido por haber piropeado en televisión a una legisladora. Pero a Il Cavaliere se le complicaron los paños fríos que intentó poner al asunto. La diputada Mara Carfagnaa, que despertó los excesos verbales del ex primer ministro, apareció en el diario deportivo As, de España, ligera de ropas, con la piel brillante, el busto desnudo y los senos sugerentemente cubiertos por una espesa cabellera negra mezclada con anzuelos. Todo, bajo el título “Mara encandila a Berlusconi”.”
Ometto come al solito di tradurre, ma notate come descrive il comportamento gigione dell’uomo: “piropeado”: solo il suono è fantastico! E sarebbe il caso di considerare come sia da valutare che una “legisladora” possa farsi fotografare “ligera de ropas”, (tradotto non rende, potremmo dire alleggerita di vesti, ma fa schifo, quindi andate a recuperare la foto se vi interessa). Sarebbe come se io facessi stampare una mia foto in deshabille da mettere sulla copertina di tutti i fascicoli della mia area...tipo COMITATO EX LEGGE tal dei tali, protocollo numero documento numero e sotto la foto. A pensarci meglio magari gli archivisti lavorerebbero di più...ed io potrei mettere altissimi indici di volume nella mia relazione per il controllo interno.
STOP!
ODDIO, non è arrivata la mail ma un sms. Hmmm...
Beh, credetemi a volte ho una cazza di vita che non ci credo nemmeno io!

.

Ho trovato questa foto bellissima usando come parola chiave Joyce Carol Oates, scrittrice americana nata vicino a New York nel 1938, autentica maestra del racconto, consacrata anche dal prestigioso National Book Award, autrice di “Blonde”, “Zombie” e “Black Water”, ma anche di “La madre che mi manca” e “Una famiglia americana”. Una scrittrice che secondo le sue pagine web ha spesso confessato nostalgia per la propria infanzia e che ha cominciato a scrivere un racconto dietro l’altro da quando a quattordici anni le hanno regalato la sua prima macchina da scrivere.
Non so perché le piace Detroit. Sono convinta che Manhattan sia meglio, ma io non sono lei. "Detroit, my 'great' subject," she has written, "made me the person I am, consequently the writer I am—for better of worse."
Sulla sua scrivania c’è una frase di Henry James.
“We work in the dark—we do what we can—we give what we have. Our doubt is our passion, and our passion is our task. The rest is the madness of art."
Se qualcuno la legge prima di me, passi di qui a raccontarla.
Io comincerei da Tu non mi conosci. C’è da scegliere, comunque, ha scritto tantissimo, più di settanta, tra romanzi, raccolte di racconti, saggi, libri per bambini. Non tutto tradotto in Italia.
En passant, mi sono iscritta alle news del New York Times, ma questo non c’entra nulla, se non che grazie a quello ho potuto leggere l’edizione on line ed ho trovato questa foto ed un articolo dal titolo” i misteri di Kabul”. E questa bellissima foto.

E mi sono interrogata su tutto quello che non so sull’Afghanistan. Non so nulla di guerre, ma so tanto di conflitti: lo dice anche la Oates che “il conflitto è elemento essenziale e costitutivo”. Mhmmmmmmmm…..
Stamattina che il cuore mi tormenta ed il lavoro è stato temporaneamente escluso dal mio orizzonte, accompagno le piccole all'asilo e dopo mi faccio un giro per andare a pagare una bolletta e magari mi butto giù nello stomaco quasi vuoto un pessimo caffè, amaro bruciato, fetente, ma serve per darmi l'idea di essere davvero sveglia. Mi squilla il cellulare e devo levare le mani dalle tasche. La mia ex amica di sbornie, ormai come me, è una persona seria e un po' ammaccata dalla vita. Ridiamo ci consoliamo, facciamo un elenco di orari e posti dove potremmo vederci ma sappiamo che non possiamo farlo e così arriviamo a sabato mattina per un aperitivo, roba da borghesi e perditempo, ma non ci angustiamo più di tanto. Cammino per questa città, che mi vergogno di non riuscire ad odiare nè ad amare, che trovo nervosetta e banale, isterica come certe belle donne un po' sciupate, che come direbbe il mio amico P**** è un po' che non tromba.
Il mio sguardo non vede la strada si mantiene a livello del piano americano, dalle ginocchia in sù delle persone che incontro e un po' più su per case, negozi e palazzi. E' questa la mia piccola deriva, quel camminare, che per quel poco che ricordo del tedesco chiamerei wandern, anche se non siamo nel bosco, la pratica nomade sulla quale qualcuno ha anche costruito un algoritmo che dice letteralmente:
first street right – prima strada a destra
second street left – seconda strada a sinistra
first street left – prima strada a sinistra
repeat – ripetere
Non possiedo che il mio tragitto, il mio percorso. E mi viene in mente Luther Blisset, che a proposito di quello che stavo facendo, non un semplice camminare, ma psicogeografia, diceva:
La tecnica dell'esplorazione psicogeografica è la Deriva, un passaggio improvviso attraverso ambienti diversi: "per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari. Portate con voi una mappa e nei momenti di sosta tracciatevi il percorso compiuto per studiarlo successivamente o descriverlo ad altri. Se vi sono passanti, IMPORTUNATELI, chiedendo ad esempio DOVE CREDONO CHE DOBBIATE ANDARE"
Beh. Sono tornata subito a casa.
Eccomi di ritorno dopo un periodo breve, per fortuna, di malattia e noia. Mi sa che è stata la vendetta dello spirito del Natale a farmi ammalare, ma non mi importa, perchè è stato l'unico modo per riposare un poco.
Babbo Natale è stato generoso, ma non c'è stata la sorpresa, la festa faticosa e tutto assolutamente finto. Ma è venuto bene. Le bimbe erano davvero felici, gli occhi dilatati dallo stupore mentre scartavano i regali ed a poco appariva il giocattolo che avevano ripetutamente - con le ripetizioni entriamo nell'ordine dei bilioni di volte, non so se mi spiego... - chiesto a me perchè informassi debitamente Babbo Natale sul da farsi.
Anche l'ingresso dell'anno nuovo, uguale al precedente. Non è che solo perchè è passsato un poco di tempo, gli altri anni non me li ricordo. Dicono che la cosa dovrebbe rassicurare, a me sgomenta. Sono proprio l'unica a notare queste cose? Grazie ai mie malanni ho potuto rifiutare il cibo. Anche se a causa dei mie malanni mi sono persa odori e sapori di questo periodo dell'anno, che sono l'unica cosa che salvo e salverò sempre. Boh, forse sono proprio io che non ho più stupore. Non più gioia nè sorrisi, Vivo all'ombra della felicità delle mie figlie ed il resto è torpore o fastidio. Tutto mi sembra già successo o già sentito, non più il senso dell'incognito e dell'avventura.
Questo è quello che racconterò per il prossimo anno. Non sarà noioso vi assicuro: solo io consoco tutto, per voi sarà davvero una novità.
Tanto per cominciare vi resento Rep, l'autore delle vignette che copio nel blog. 
E poi di seguito la prima vignetta di quest'anno!

Quello che mi consola è che anche io sono sempre la stessa e continuerò a lottare sempre per affermare quello in cui credo. Per esempio credo nei libri e nella democrazia.
La Nina s’imbratta
Lieve e frantumata
Per l’intervento dell’uomo che non l’ama.

Materia sogni polvere Messico e arance
Tutto si fa minuto e sottile.
Così soggiorna lei
Profuga da braccia amate
Nel disbrigo di saluti e regali
Sciolti i lacci d’amore
Che alfin pur sempre lacci sono.

Già.
Ma che si dispera a fare
Nina
l’irrequieta bambina che può volare?

Ricominciamo.
Poichè non posso permettermi di pagare qualcuno che scriva sul mio blog quando io non posso, dopo un lungo abbandono durante il quale ho fatto cose che prima o poi rivelerò, torno all'ansia della pagina bianca da riempire di parole. Ma torno anche ai miei viaggetti nella rete e quindi ricopio subito qualcosa tratto da Arcoiris. Ho di meglio ma lo tirerò fuori nei prossimi giorni.
"To repent and then start again from the beginning that's what life is - Arrepentirse y luego recomenzar desde el incio: eso es la vida
Pentirsi e poi ricominciare da capo: ecco cos'è la vita
Victor Cherbuliez "
Mi piace, sì è davvero congruente con quello che provo in questi giorni, la paura che ricominciare - ancora!?! - sia un altro errore, si esorcizza con l'abitudine di ripetere la frase come un ritornello e poi di sottofondo i Negroamaro con Nuvole e lenzuola...
Per iniziare, inizio, ma, non so spiegarlo, per una volta vorrei poter dire: sto andando avanti ed alle mie spalle c'è qualcosa che mi appartiene e di cui non devo pentirmi.
OK, incipit di una cosa a cui lavoro da tempo ed è tempo di finire.
Per chi l'ha presa come una minaccia ed è già inorridito: non preoccupatevi presto tornano Mouse e Toby, anche in foto.
Era ora, no?
Ed io, diventerò mai grande?
Hmmm....
Magari qualcuno sa cosa significa diventare grandi?
- Mouse?
- Dimmi Toby.
- Che fai per cena?
- Che ti andrebbe?
- Non rispondere ad una domanda con una domanda?!?!
- Uffa, Toby…Volevo dire che ti preparo quello che vuoi.
- Non voglio niente. Voglio sapere che c’è per cena.
- Oh Toby, quanto sei stronzo.
FINE DELLA PUNTATA
Eccoci qui. Loro litigano, io non riesco a lavorare. Vorrei un bacio al sapore di menta, vorrei farmi bastare quello che ho, che il fumo non facesse male e l’aria condizionata fosse più alta. Adesso passo alla Malombra a bere un caffè in vetro. E’ un luogo parallelo alla realtà dove tutti i problemi si piegano come giunchi al passaggio di un coccodrillo. Poi mi resta sempre un po’ di schiumetta sulla punta del naso, così mi ricordo che sono bugiarda e mi piaccio un po’ di più.

...i baci, oh, i baci...
E cosa vedi laggiù che tanto t'innamora?
Guardare lontanto, tanto mi basta.
...e i baci?
Pura convenzione - che tradotto significa: quelli che mi mandi per telefono sono
adempimenti obbligati dell'amante discreto che a letto s'inalbera e a telefono si
gratta l'orecchio.
La realtà
sempre è di più o di meno
di quello che vogliamo
(F. Pessoa)
La consapevolezza è attenzione cosciente al momento presente; avviene nel qui ed ora; è l'osservazione di quel che succede proprio adesso, in questo preciso istante. Ieri ho liberato un libro!!!
Avevo bisogno di libertà anche io. Sono uscita dall'ufficio con in mano il libro e la borsa a tracolla, la bocca impastata di fumo perchè ieri con le cicche ci ho dato dentro. Avevo tante cose da fare, troppe ed ho deciso di non farne nessuna, almeno prima di aver liberato il libro. Un mio amico francese mi diceva che voleva essere libero dai suoi bisogni. Tra quelli c'ero anche io. Così un giorno non mi sono fatta trovare più, non c'ero più e speravo di essere un buon ricordo di quelli che ti fanno sorridere, di quelli che ti colgono all'improvviso, che ne so quando sei sull'autobus o fai la coda alla cassa, e quando sorridi la gente intorno a te ti guarda e si scansa. Cosa c'è di più pericoloso di un sorriso? Forse solo l'amore. Ma questo è un problema mio.
Insomma sono uscita dall'ufficio comportandomi come se stessi per fare qualcosa di proibito. Mi sono guardata intorno e tutte le panchine erano occupate. Shit! Dove lo lascio, mi sono chiesta. Mi sono avviata piano piano. Magari qualcuno si alza, così mi siedo io, faccio finta di frugare nella borsa e poi con nonchalance dimentico il mio libro. Ed infatti una coppia di straniere con i capelli di un biondo improbabile si è avviata lungo il vialetto costeggiato dal prato. Ho accelerato il passo. Ma un ragazzo vestito di bianco, con una busta di carta in mano, sbucato da non so dove, mi ha anticipato e si è seduto su quello che doveva essere il mio posto. Eh, no - ho pensato. Ma lui ficca la testa nella busta, capisco che vuole estrarne il suo pranzo. Ora! Con un gesto rapido gli poggio il libro accanto, senza timore. È fatta. Libero! E libera io. Adesso me la sento di dirmi Buongiorno principessa!
"Il poeta è un fingitore
Finge così bene che finisce per credere
Che è dolore quel dolore che davvero sente"
(Fernando Pessoa)
“Ogni persona brilla con luce propria fra tutte le altre. Non ci sono due fuochi uguali, ci sono fuochi grandi, fuochi piccoli e fuochi di ogni colore. Ci sono persone di un fuoco sereno, che non sente neanche il vento, e persone di un fuoco pazzesco, che riempie l´ aria di scintille. Alcuni fuochi, fuochi sciocchi, né illuminano né bruciano, ma altri si infiammano con tanta forza che non si puó guardarli senza esserne colpiti, e chi si avvicina si accende”.
Per quanto mi riguarda, sono d’accordo con chi considera la resilienza la capacità di proteggere la propria integrità sotto l'azione di forti pressioni; quella forza interiore che consente alle persone di reagire ai colpi della vita, di risollevarsi e di ricostruirsi. Integrità per me è una parola forte ed etica, mi parla di coerenza e di flessibilità, della voglia di percorrere nuove strade restando però fedeli a se stessi, eppure cambiando quando è arrivato il momento di cambiare.
<<Tutto ciò che non mi fa morire mi rende più forte>> scrisse Friedrich Nietzsche. Tralasciando per un momento il fatto che il richiamo al filosofo tedesco può apparire un richiamo all’individualismo ed al totalitarismo, non riesco a negare che questa affermazione evoca in me esperienze personali profonde e radicate, e mi ricollega ad un qualcosa che sento nel contempo soggettivo ed universale, che si perde nella notte dei tempi e quasi tocca la radice della vita. Un appello alle mie energie interiori e lo sforzo di dare un senso agli accadimenti. Lo so che tutto non dipende da me e non mi illudo che tutto possa andare secondo i miei desideri, ma niente e nessuno potrà costringermi a restare prigioniera dei miei dolori, dei miei fallimenti, dei miei sfortunati tentavi di cambiare la mia vita, perché lo so che posso essere felice.
<<Trovare un senso, un significato rende molte cose sopportabili, forse tutte quante diventano sopportabili>> Carl Gustav Jung
Mouse e Toby hanno fatto pace, anche se, mi hanno detto, devono ancora parlare.
La conchiglia è lì che aspetta qualcuno che voglia sentire il mare.
Oggi c'è vento, umido.
Non scrivo. Il lavoro abbaia sulla mia scrivania. È importante conoscere il proprio nemico, è difficile attenuarne almeno gli effetti negativi.
Concentrati, mi dico. Ricorda di essere quello che vuoi essere.