CIAO! Che fate?
Se tutto va bene domani arriva il mio nuovo post su Rosa Stanton, il tema è sempre quello.
Cercando libri in rete ho trovato qualcun altro in piattaforma splinder che parla di adozione.
Comunque la recensione che ho preferito è questa, quindi leggerò il libro.
"Emilia capisce istintivamente che non deve sostituirsi alla mamma naturale, le scarne memorie di un bambino di quattro anni e di una piccola donna di cinque sono anzi il solo bagaglio col quale essi sono arrivati nel paese diverso, nella nuova famiglia, e il linguaggio nativo è la loro unica appartenenza, il legame alla terra che li ha visti nascere, alla loro patria d’origine, che non devono e non possono disconoscere, non fosse che per il colore della loro pelle. Ricordi e linguaggio sono preziose schegge della loro prima infanzia, così profondamente ferita, e potranno liberarsene, per rasserenarsi e crescere in un mondo tanto differente, solo consegnandoli in mani amorevoli. Inizia così un paziente e stimolante lavoro lessicale strettamente legato alle immagini fotografiche dei loro primi affetti, colorate, vive, ma anche tragiche («non raccontarmelo, mamma, quando sarò grande e me ne sarò dimenticata»).
Questa mamma speciale diventa la spettatrice di giochi con tragiche messe in scena, il collettore delle emozioni legate alle parole in amharico, mamma, acqua, fame, e annota tutte le confidenze dei piccoli. "
