Segnalo gli aggiornamenti su
http://associazioneendometriosi.splinder.com/
Invece qui
http://www.letterranza.org/archivio/interviste/inter-6.html
trovate una bellissima intervista ad un autore che ho conosciuto da poco.
Mi permetto di copiare pari pari da http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/02/13/non-pensare-allelefantino/
(....) Pensandoci bene, mi sto convincendo che Giuliano Ferrara sta agendo allo stesso modo, con la sua lista pro-vita e l’ormai lunghissima, martellante campagna che, in apparenza, mira ad una sola cosa: un bel salto nel tempo (all’indietro, ovviamente) in materia di diritti civili.
Via il diritto ad una maternità consapevole, via il diritto di scelta delle donne, anzi, via anche la contraccezione, magari (dixit Ferrara: “L’amore contraccettivo è la sanzione dell’irresponsabilità personale, il fallimento della compiutezza e significatività dell’amore, un cedimento irrazionale a un’identità umana amputata del suo senso del bene”), riconsegna finale ad un destino puramente biologico (“La salute della donna risiede nella sua capacità di generare”).
Questo perchè io come donna sterile proprio non ce la faccio a sentire queste affermazioni. Io sono perfettamente sana, ma non posso generare. Che faccio mi sparo? Mi recludo? Rinuncio a fare sesso perchè non posso restare incinta? La mia salute di donna è pari a quella di una macchina riproduttrice, di una mucca fattrice, che sta bene solo quando è incinta? Ma che cosa sta succedendo veramente? Tra la Cei che scomunica Moretti perchè in un film recita una scena di sesso in un modo che non va bene non ho capito per chi, e queste tenebre della ragione mascherate dietro paroloni solo apparentemente sensati, l'unica cosa che mi sembra di aver capito è che con questa storia che forse ha la sindrome di Klinefelter anche lui, ha trovato la scusa buona per farci vedere - in senso tecnico - che ha le palle.
Come tutti quelli che ce l'hanno piccolo.
Il cervello.
Insomma
oggi cerco senza fortuna di parlare della 194, ci sarebbe un appello ed un serie di altre inziative
Se qualcuno è di Trento
ci si trova alle 16.00 in piazza Fiera !!!!!

Il problema è complesso e fatto di domande ciascuna complessa. Il problema è che posti di fronte alla complessità, vogliamo risposte semplici e risolutive. Meglio se possiamo delegare qualcuno a darcele.
Una domanda, per esempio: saremo capaci di crescere un figlio/a malato? Saremo capaci di accettare l’idea di avere un figlio/a malato? Un figlio/a che ha serie possibilità di morire in giovane età? Come portò non soffrire di questo? O forse meglio riuscirò a vivere portandomi dentro questa sofferenza? Riuscirò a non mostrarla a lui/lei, che non se ne faccia una colpa?
E poi: con un figlio disabile si ammala anche la famiglia? E se i genitori si ammalano o muoiono, chi si occuperà di lui? Potrò permettermi di pagare le cure di cui ha bisogno? Potrò mandarlo a scuola? Ci sono delle scuole adatte? Potrò mantenerlo per sempre se non potrà lavorare? Troverà un compagno o una compagna che lo ami?
Quando si fa l’amore si pensa sempre dai che questa volta facciamo un figlio? E se sarà malato non fa nulla?
Quando si parla di una vita normale, normale è uguale per tutti? Quando si parla di felicità, felicità è intesa nello stesso modo per tutti? Mi chiedo: siamo tutti sempre felici, o semplicemente dividiamo con qualcuno lo sforzo di riuscire ad esserlo qualche volta?
E quante probabilità ci sono di esserlo se non si riesce a vestirsi o a nutrirsi da soli, se si sa in partenza che si è sterili, se si ha un quadro ormonale del quale non si conoscono i riflessi sugli atteggiamenti e sul comportamento, sulle emozioni ed i desideri?
Se si porta in sé un’anomalia genetica che si può trasmettere ai propri figli?
Se non si riesce ad avere quel minimo di lucidità emotiva che consente di programmare e immaginare il proprio futuro quotidiano?
Quando ti dicono che un figlio non è tuo, che cosa vogliono dire?
Che non spetta a te decidere se metterlo al mondo o che non spetta a te accettare che la tua vita cambi irreversibilmente perché un’altra persona è entrata a comporre un tassello fondamentale della tua vita emotiva e concreta? Dai figli non si divorzia, non ci si separa, non si prende una pausa di riflessione.

...,INSOMMA NON RIESCO PROPRO A SCUCIRVI UN COMMENTO, UNO
CHE
SIA
UNO?

Mi sto rivoltando come un serpente perchè è ora che mi metta a scrivere e concluda almento una delle cose importanti che ho avviato. Non è un bel vedere.
Credendo di ingannarmi gironzolo sul web in cerca della frase che mi metta in ginocchio di fronte alle mie responsabilità.
Ho trovato questo. Fortissimo.
Sul calcio in culo ho fatto naturalmente una figura di merda con mia figlia. Quando siamo scese non stavo in piedi, quanto a spingerla per acchiappare il bruco... Non riuscivo a strappare le mie mani dalle bretelle e non mi sentivo più le gambe. Almeno ridevo. Spero che nessuno che conosco mi abbia vista. In tal caso, tuttavia, confesso che l'ho fatto solo per amore. Devo dire che piuttosto che rifarlo torno sulle montagne russe. Questa volta senza occhiali. A volte è meglio non vedere proprio niente. Mia figlia in camera sua ha la foto scattata a Gardaland di me a testa in giù che urlo ad occhi chiusi, mentre lei ride con le braccia alzate. Mi si vede benissimo anche la ricrescita della tinta ed ho 200 rughe. Sembra tanto felice, lei. Io sembro quella che sono.
Non c'è nulla da fare.
Ho scoperto di avere
dei lettori interessanti
di cui presto diverrò lettrice io...è stata anche un'emozione trovare un commento da parte di qualcuno che non conoscevo dopo secoli...
Inoltre vi segnalo su Sagarana lo stralcio da
di Colin Higgins.
Si ricorda il 1973. Avevo 10 anni.
Questo è leggere.
Di seguito altre domande ed osservazioni fondamentali per la sopravvivenza del pianeta.
A chi frega se la Bruni si è sposata?
Un mio amico mi ha detto che oggi su RadioNews 24 si parlava di sesso. Un tipo ha raccontato di avere una moglie di 31 anni ma di fare sesso molto meglio con l'amante di 45. Secondo voi c'è un messaggio recondito visto che sto per compiere 45 anni. E visto che da questo punto di vista sono ai massimi dell'imbecillità,
il messaggio qual'è?
Infine,
a pomeriggio ho promesso a mia figlia grande di andare alle giostre con lei. Credete che sopravviverò alle montagne russe ed al "calcio in culo"?
Di quelli delle giostre non ne ho mai avuti.
Suggerimenti?

Il post di oggi su RosaStanton è davvero interessante e ve lo consiglio.
L'unica osservazione che voglio fare al riguardo è questa:
Ma..... INSOMMA!!!!!!! noi aspiranti scrittori ci dobbiamo sobbarcare una fatica pazzesca per scrivere, riscrivere, leggere ad alta voce, mettere nel cassetto e riprendere più avanti, grammatica, vocabolario, thesaurus, lettore privilegiato che ti dice la verità anche se non la vuoi sentire, lettura del vicino extracomunitario che se capisce lui è fatta, etc. E POI????? ci vogliono quindici persone per (ri)fare un romanzo ??????????
"A volte bisogna addirittura “riscrivere” il testo per renderlo più accattivante, o semplicemente, più corretto e scorrevole in italiano; a volte si cambia l’incipit, che non acchiappa; a volte si tagliano intere descrizioni, troppo lunghe e noiose, o parti in cui l’autore si ripete; a volte si cambia la struttura dell’indice, spostando capitoli e paragrafi, o la si butta giù ex novo; infine si sciolgono in una forma più chiara frasi e concetti involuti. Questo è il lavoro più propriamente detto di editing e revisione.
Poi si procede alla cosiddetta pulizia del testo, o correzione di bozze: si tolgono le ripetizioni, i refusi e tutte le disuniformità (es. un nome scritto prima in un modo e poi in un altro, un personaggio che prima ha quarant’anni e poi ne ha cinquanta eccetera.)
Il libro passa in seguito all’ufficio grafico che ne imposta la copertina e lo impagina, prima di arrivare allo stampatore.
Tutto il lavoro di cui sopra, non è svolto da una sola persona, ma avviene all’interno del team della redazione, dove ognuno procede ai controlli che gli competono. E dunque la qualità è assicurata."