... anteprima del post di domani su RosaStanton...
Crescendo, sperando di esserci riuscita almeno un poco, mi sono accorta che ci sono persone cui sembra terribile avere il controllo della propria vita. Io sono esattamente all’opposto. Quello a cui mi riferisco esattamente non è il controllo spasmodico di fatti e persone, al fine di non consentire a nessuno, che mi conosca anche solo di vista, di fare nemmeno un ruttino senza che io ne venga anticipatamente a conoscenza. Mi riferisco, invece, al sapere quello che si fa, al conoscersi, al non aspettarsi da se stessi cose che è chiarissimo che non siamo in grado di fare, alla voglia di darsi fiducia e sperimentarsi, al coraggio delle proprie opinioni ed all’autonomia delle proprie idee.
Non è particolarmente facile, ma nemmeno impossibile. Funziona meglio se non lo sbandiera troppo. Sotto questo profilo io e Aurora la pensiamo nello stesso modo. Ci siamo conosciute frequentando un‘associazione di genitori adottivi, aperta anche a quelli che si preparavano a diventarlo. L’attesa, una volta scelto il paese e preparati tutti documenti, è lunga e stranamente vuota di cose importanti, sospesi come si è nell’immaginare come saranno i figli e come saremo noi. Invece, bisogna riempirla diversamente quell’attesa. Ma di questo parleremo una prossima volta. Parliamo adesso di Aurora, che con i suoi occhi turchesi combinati a lentiggini e capelli rossi naturali ci ha messe in crisi tutte restando incinta. Già, avete presente quelle a cui la pancia cresce perché dentro c’è un bambino? Beh, lei è una di quelle.
Le reazioni di noi tutti furono le più varie.
Quella di un amico l’abbiamo registrata con la telecamera. Ancora ridacchiamo quando riguardiamo il filmino di quel giorno, che corrisponde tra l’altro alla prima festa di compleanno che ho fatto in casa per Estefani, a febbraio 2006. Quella di un’altra amica è indescrivibile. Ma l’espressione più strana è stata proprio quella di Aurora perché lei non sapeva come dircelo, si sentiva quasi in colpa, certamente a disagio, perché non se lo aspettava neppure lei.
E noi amiche come avremmo reagito?
Premetto che io vorrei essere a New York.
A Broadway, per essere precisi, in fila davanti a qualche teatro e con in tasca una prenotazione per una cena fantastica.
Invece sono qui. Come voi del resto.
Qui ad aspettare il Natale italiano.
Che mi interessa poco. Anzi, per nulla.
Per coazione masochistica al buonismo, allora vi posto quello che mi ha scritto la mia amica R******.
“Anche quest'anno è arrivato il Natale, un giorno che ognuno di noi vorrebbe vivere come momento importante e ricco di emozioni vere.
Apriamo i nostri cuori e regaliamo affetto e sorrisi che possano scaldare la nostra esistenza e quella degli altri, riaccendendo in tutti il desiderio e la speranza.
L'augurio che voglio farti è quello di utilizzare la magia natalizia per allontanare i momenti difficili e tristi che talvolta attraversano e segnano la nostra vita e per cancellare incomprensioni, indifferenza e cattiverie.
Impariamo a vedere e sentire attraverso il cuore dei bambini, con lo stupore, l'emozione, l'entusiasmo che rendono luminoso ogni singolo giorno della nostra realtà.
Che questo Natale sia la profezia di un anno meraviglioso e sereno.”
Vabbè, forse la perdono e le parlo ancora. Forse.
Ma il 24 posto su RosaStanton !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lì sì che ne leggerete delle belle !?!?!
Però andate su cafèbabel.com, sù dai andateci, fatevi un favore, ci sono degli articoli cattivissimi sul Natale, ahhhhh, che sollievo!!!
hahahahahahahahahahahahahahaha!
Credo che l'effetto premio stia svanendo e sto ritornando me stessa.
Lo spero, lo spero proprio..........................................................

http://youtube.com/watch?v=oriraapRaW8&feature=related/
Sono tutte numeri 1!!!!!
Gli scrittori sono stronzi? Me lo chiedo già da un poco. In effetti non so darmi una risposta precisa.. Vorrei darmene una, ma man mano che ci penso cambio idea. Forse quelli che conosco io lo sono. Ma neppure questo è vero. Forse sono timidi. O riservati. Oppure dipende dalla fase in cui si trovano. Bel problema.
Al momento mi viene in mente A**** della quale ancora non ho letto nulla, però, che con i suoi occhi grandi da astigmatica mi dice, e vuole convincermi a non mollare, di dire al cosmo che è questo quello che voglio fare davvero, scrivere e non lavorare, cioè non fare il lavoro che adesso faccio.
Dall’altra leggo la mail di K**** che mi scrive che se è forte ed ineluttabile la voglia di scrivere il tempo si trova. Almeno mezz’ora al giorno…Grande consiglio da scrittore affermato, una vera stronzata se pensi che ci sono altri che ti dicono che lo scrittore scrive anche quando non scrive, se pensa alla scrittura.
Io ci penso. Perché al momento ho ancora paura di scrivere, di rimettermi alla prova. È come se il vuoto di scrittura fosse esattamente quello che mi serve adesso, anche se la storia ce l’ho, adesso non la posso scrivere.
È così che mi sento.
Proprio non è possibile, cioè è possibile che questo oroscopo realizzi l’impossibile, cioè rispondere a domande che ancora non ho avuto il coraggio di fare ma che sono mie e più mie di così non si può? Oddio quanto mi piace,
mi stabilizza!!!!
Quindi ora vi beccate l’oroscopo e poi vi dico una cosa.
Aprite le vostre menti". Così comincia la declamazione della maestra di illuminazione Dvorah Adler. "Inspirate profondamente ed espirate profondamente. È arrivato il momento di scoprire il grande segreto di tutti i tempi, la verità delle verità che solo i guru, gli avatar e le nonne più sagge hanno il coraggio di rivelare. Siete pronti? Eccolo qui: 'Chiudete il becco e siate felici!'". Sono molto contento di riferirti questa antica verità, Pesci, perché è proprio quello che hai bisogno di sentire in questo momento. Quindi, per favore, urla, bisbiglia o canta "chiudi il becco!" a tutte le vocine nella tua testa che dicono: "Che sto facendo?", "Quando sarò finalmente felice?" e "Perché non può essere tutto perfetto per sempre?". In realtà sei esattamente dove dovresti essere, e tutto procede con misteriosa grazia.
Adesso vi dico quella cosa.
In effetti devo fare alcune domande, queste.
o Chi conosce la legge sull’imposta di bollo dei certificati rilasciati dal Comune?
o Se vi dicono che i documenti richiesti per l’adozione sono in esenzione, voi cosa capite?
Vi prego che qualcuno risponda, anche uno solo, ma seriamente.
Il punto è che esiste la legge n.184 del 1983 che dice testualmente
Art. 82.
Gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi alle procedure previste dalla presente legge nei riguardi di persone minori di età, sono esenti dalle imposte di bollo e di registro e da ogni spesa, tassa e diritto dovuti ai pubblici uffici.
Sono ugualmente esenti gli atti ed i documenti relativi all'esecuzione dei provvedimenti pronunciati dal giudice nei procedimenti suindicati.
Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in annue lire 100.000.000, si provvede mediante corrispondente riduzione del capitolo 1589 dello stato di previsione del ministero di grazia e giustizia per l'anno finanziario 1983 e corrispondenti capitoli degli esercizi successivi.
Il Ministro del tesoro é autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Dunque è chiaro o no? Bene, ci sono un sacco di Comuni in Italia che non la applicano. Ed io ho deciso di fare qualcosa per capirsi meglio.
TO BE CONTINUED……….

CREDO CHE SIA IL CASO DI DARCI UN'OCCHIATINA.
Non si può negare che in fatto di pari opportunità bisogna partire dalla lettera A del vocabolario in senso stretto, per arrivare poi alla mentalità.

Per l'altro: non andate a vedere il film delle Winx!
Se siete genitori adottivi come me vi toccherà sentire due ore circa di frasi fatte sulla ricerca dei veri genitori, genitori adottivi che vengono chiamati per nome e non mamma e papà, figlie ispirate che devono salvare quelli che io chiamo i generatori, che non hanno ovviamente fatto un cazzo per tutto il film - ovvero la vita della piccola fata - tranne restare pietrificati e poi alla fine sono un re ed una regina e siccome al buon gusto non c'è fine , invitano alla mega festa a Palazzo i genitori adottivi che sono due normalissimi essere umani e si tengono ben in disparte, consapevoli di non poter competere con un re ed una regina.
Nelle storie di orfanelli dell'800 gli autori avevano almeno il buon gusto di far morire i genitori adottivi prima che il rampollo si avventurasse nel mondo alla ricerca delle proprie origini. E spesso, visto come si trattavano i bambini, gli stessi orfanelli morivano prima di raggiungere la maggiore età.
Insomma, che bello poter vedere sul grande schermo IL problema dei genitori adottivi! Spero che alle mie figlie non abbia fatto più danni di quelli che ha fatto a me. Tra l'altro le ragazze potrebbero anche mettere una gonna che non mostra il culo ogni volta che si abbassano per carezzare un'animale ed hanno un punto vita millimetrico, quindi avanti con il digiuno ma se sei normale non ce la farai neanche da morta..
Ci passi la vita a capire ed a far capire che anche se degli altri genitori c'è memoria talvolta terribile, talvolta bellissima, i veri genitori adesso siamo noi e non si torna indietro. Ci chiediamo e pensiamo sia un diritto sapere chi siamo: va bene chiediamocelo chi siamo? Siamo quello che siamo perchè siamo stati generati così o siamo quello che siamo diventati crescendo, partendo sì da una base, ma spesso stravolgendola del tutto? E se uno scoprisse che sua madre faceva la prostituta e si drogava abitualmente? Sarebbe portato a pensare di essere simile a quella persona? Che suo padre era un assassino? Penserebbe, o si chiederebbe se non ha i "geni" dell'assassino? O che aveva una malattia grave ed incurabile e non poteva seguire i propri figli? Si farebbe subito un sacco di analisi pensando di potersi ammalare più facilement edegli altri? O che semplicemente si puzzava di poveretà come dicono a Napoli e proprio non ce la faceva a tirare avanti e siccome non aveva la minima idea del controllo delle nascite faceva figli a ripetizione, tanto da poterne più di avere bocche da sfamare?
Certo il diritto di sapere chi sei! Gran diritto.
Noi siamo quello che vogliamo essere.
E basta.


